Il case manager è il professionista sanitario, spesso un infermiere o un’ostetrica, che coordina il percorso di cura di un paziente. Tiene insieme ospedale, servizi territoriali, specialisti, paziente e famiglia, perché le cure arrivino al momento giusto, senza interruzioni e senza sprechi.
Cos’è il case management
Il case management è un modello organizzativo dell’assistenza sanitaria centrato sulla gestione del singolo “caso”: una persona con bisogni complessi, che attraversa più servizi e più professionisti. L’obiettivo è mantenere alta la qualità delle cure controllando i costi, con un percorso coordinato lungo tutto il continuum assistenziale.
In letteratura sono descritti numerosi modelli di case management, in ambito sociale, sanitario e infermieristico. I primi articoli compaiono negli anni ’70 nella letteratura dei servizi sociali; dagli anni ’80 il modello si diffonde negli ospedali, con l’obiettivo di ridurre la durata delle degenze mantenendo la qualità delle cure.
Cosa fa il case manager
- Valuta i bisogni clinici, assistenziali, psicosociali e familiari del paziente.
- Pianifica il percorso di cura insieme al medico e all’équipe multiprofessionale.
- Coordina i servizi coinvolti, dentro e fuori dall’ospedale, e ne facilita l’accesso.
- Accompagna paziente e famiglia nelle transizioni: dimissione, riabilitazione, presa in carico territoriale.
- Verifica che l’assistenza sia coerente con le evidenze scientifiche e con gli obiettivi di qualità, sicurezza e appropriatezza.
Per farlo servono conoscenze specifiche sulle malattie, sui trattamenti acuti, riabilitativi e farmacologici, e sulle risorse interne ed esterne all’ospedale. Servono anche attenzione alle dinamiche familiari, economiche e culturali del paziente: il case manager tesse “un filo invisibile lungo il continuum dei servizi”.
L’infermiere case manager
In Italia il ruolo di case manager è ricoperto soprattutto da infermieri e ostetriche. L’infermiere case manager unisce la competenza clinica a quella organizzativa ed è sempre più riconosciuto come figura chiave dei programmi di governo clinico. Dove è presente un case manager, la letteratura riporta una maggiore applicazione di pratiche basate sulle evidenze.
Il case manager non sostituisce il medico, che resta il responsabile del caso: lavora in collaborazione e integrazione con lui e con tutte le figure coinvolte, nell’interesse del percorso del paziente.
Dove lavora il case manager
Le prime esperienze italiane sono nate a Bologna, al Policlinico S.Orsola-Malpighi e nell’Azienda USL cittadina, nei percorsi post-acuti e di riabilitazione estensiva. Da lì il modello si è esteso a:
- reparti per acuti e percorsi per intensità di cura;
- pediatria e neuropsichiatria infantile, con percorsi integrati tra ospedale e territorio;
- ostetricia e fisioterapia;
- ambulatori specialistici e percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA);
- servizi territoriali e gestione della cronicità.
Come si diventa case manager
La formazione passa di norma da un master universitario di primo livello in case management o case/care management, rivolto alle professioni sanitarie e attivato da diversi atenei italiani. AICM segnala bandi e iscrizioni nella sezione News, eventi e formazione.
L’Associazione Italiana Case Manager
AICM è un’associazione senza fini di lucro che studia e promuove il case management in Italia. Organizza congressi nazionali e incontri formativi, pubblica materiali in open access e favorisce lo scambio di esperienze tra professionisti.
